“Casinò” nasce perché troppo spesso in Canton Ticino alcune cose si mettono a tacere. L’apertura dei Casinò ticinesi, nell’ormai lontano anno 2000, dopo due anni di “guerra fredda” sottobanco e dichiarazioni di amicizia troppo false per apparire vere è un esempio lampante di tale tendenza..
“Casinò” contiene tutti gli ingredienti classici di un giallo cui manca solo il morto: l’arrivista, l’ingenuo, il furbo, l’amante, la moglie tradita, gli illusi fiduciosi.
Tratta di soldi, di quelli che i giocatori avrebbero perso, di quelli che il furbo e gli illusi pensavano di mettersi in tasca .Tratta di giocatori illusi e manager disillusi e della loro fine, il baratro verso cui hanno marciato “ con passo sicuro” recitando la parte “noi siamo i migliori” ben sapendo di non esserlo.
“Casinò” è stato pubblicato con i nomi delle due località coinvolte, Lugano e Locarno, anagrammati e i nomi dei protagonisti lievemente modificati, per poter dichiarare come sempre si fa nel caso di storie vere “questa è una storia di fantasia, ogni riferimento a persone e fatti è puramente casuale”. Ma chiunque in Canton Ticino era in grado di riconoscerli. Ma chiunque in Ticino sapeva che dietro al nome “Lunago” si celava Lugano, dietro al nome Corlano si nascondeva Locarno. E l’intera armata Brancaleone partita alla conquista del primo premio, il Casinò Grandi Giochi” che non avrebbe mai ottenuto.
E io? Io ero la vittima sacrificale, la responsabile PR e Qualità, quella che avrebbe dovuto far ottenere a Locarno il primo premio, il Casinò, appunto certificandone ” l’alta qualità gestionale” e far perdere Lugano, impedendogli di raggiungere la medesima, agognata certificazione. E poi? E poi dal momento che dovevo lavorare per entrambi, ufficialmente “senza differenze”, ufficialmente “per ottenere due Casinò, ma sottobanco con l’ordine “Lugano non dovrà mai certificarsi”, sarei stata accusata di “aver danneggiato l’amico Lugano” e licenziata. E Locarno si sarebbe messo in tasca i soldi trasportando le attività….proprio a Lugano, l’unico luogo dove – forse – un Casinò avrebbe potuto aver successo in Ticino.
E io? Io me ne sono accorta. E, purtroppo per loro, a fini di pura necessità di sopravvivenza, ho fatto una scelta diversa. Che è costata assai cara ai furbi ed agli illusi. Questa la storia che racconta “Casinò”. Dall’inizio speranzoso alla fine tragicomica.
“Casinò” al momento non è più in vendita. Lo ripubblicherò appena avrò tempo, stavolta con i nomi reali. Quanto all’immagine di copertina…. ho imparato che le copertine debbono essere più attrattive. Verrà rifatta. Sbagliando si impara…
Il mio secondo tentativo, come autrice, è stato “La Donna sotto la Madonna”, del 2007. Si tratta di un libretto che contiene tre storie “gialle” ambientate ad Orta San Giulio. Sono racconti rielaborati prendendo spunto da storie realmente accadute a miei colleghi di lavoro, reali fino al morto, che nella realtà non c’è stato. Si potrebbe dire “sono inventate” ma non lo sono. Sono davvero accadute. Non ad Orta ovviamente, ma nella lontana Zurigo.
Il libro ha avuto parecchio successo, con una “Targa Premio Stresa” nel 2008 e 2000 copie vendute che, per un autore sconosciuto e in Italia non sono poche. In commercio se ne trova ancora qualcuna ma con il tempo vi regalerò le tre storie, una dopo l’altra, anche su queste pagine.

