Oltre la “ramina”: la “Svizzeritudine”

Alla fine del 1800 le autorità italiane, per arginare il contrabbando, decisero la posa di una rete metallica che separasse l’Italia dalla Svizzera. La gente della frontiera la chiama ancor oggi “la ramina”. Oltre la “ramina” a nord del novarese-vco, esiste un paese unico perché quadruplice.

Oltre la ramina ci sono 8 milioni di persone,  6 milioni delle quali sono di nazionalità svizzera, dotati di 4 lingue nazionali e tre lingue ufficiali (il romancio non è lingua ufficiale).

Oltre la ramina, a nord, c’è il Canton Ticino. Si parla italiano ma si aborre l’idea di essere considerati italiani. Si aborre peraltro anche l’idea di essere assimilati agli svizzeri tedeschi. Svizzeri si, ma ticinesi, categoria particolare.

Oltre la ramina, ad ovest, c’è il Canton Vallese. Si parla tedesco, anzi svizzero tedesco, ma solo  per pochi chilometri. Interamente francofono fino al Medioevo, il vallese divenne per circa il 30% germanofono a seguito delle migrazioni Walser. Tra Leuk, germanofona e Sierre, francofona, le due popolazioni si fronteggiano e non sono affatto la stessa cosa.

Oltre la ramina, ad est, sul confine lombardo, c’è il Canton Grigioni. Vi si parla- anche –  romancio, nome usato per indicare cinque dialetti diversi fra loro. Per trasformarli in una lingua unica è stato creato una sorta di “esperanto”, il “Rumantch Grisciun” (romancio dei Grigioni)  che si è tentato di imporre in editoria e nella scuola. Tentativo abbandonato nel 2011 a causa della resistenza della popolazione. Il romancio, nelle sue diverse forme,  è parlato oggi da un totale di soltanto 30.000 persone.

Tre Cantoni, come esempio anche per gli altri 23, più lontani dalla “ramina”. In Svizzera, lo “Schwitzertüüsch” (forma dialettale di tedesco)  è parlato dal 64,5 % della popolazione, il francese dal 22,6 %, l’italiano dal 8.3% ed il romancio dallo 0,5% . Il restante 4% circa di popolazione con cittadinanza svizzera è costituito da stranieri divenuti svizzeri, che parlano una varietà di lingue europee e extraeuropee.

A questi si aggiungono 2 milioni di stranieri (il 25% della popolazione). Di essi il 15% è italiano, un altro 15% tedesco, il 55% proviene da altri paesi UE, mentre gli extraeuropei costituiscono un ulteriore 15% del totale.

Questo paese, piccolo, cosmopolita, assediato dall’UE, secondo la percezione imperante, si trova a dover proteggere strenuamente e costantemente  la propria esistenza e le proprie caratteristiche dalle pressioni di milioni di Europei ed asilanti ai suoi confini. Lo fa  egregiamente, con strutture amministrative efficienti e con un amore sconfinato per la “Svizzeritudine”, quel modo di essere che , in ogni settore della vita, fa immediatamente riconoscere uno “svizzero autentico”. Un modo di comportarsi che sempre stupisce lo straniero. Di questa andremo alla scoperta con i prossimi articoli.

 

 

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