La “Svizzeritudine”: sei svizzero se….bevi Rivella

La Rivella appartiene alla tradizione svizzera come il Matterhorn” scrivono sul sito del produttore paragonando la bevanda alla celebre montagna. È solo leggermente esagerato. Davvero pochissimo.

“sai come fanno la Rivella?” mi ha chiesto mio suocero, svizzerissimo, quando mi sono trasferita nella Confederazione.

“prima fanno la panna, poi il formaggio, poi la ricotta e con quello che resta, per non buttarlo via, ci fanno la Rivella.” La cosa mi ha allora inorridito. Oggi ciò è molto positivo. L’arte del riciclo.

Rivella nasce il 13 marzo – lo stesso giorno del mio compleanno – del 1952 nel laboratorio casalingo del giovane Robert Bart a Stäfa, sul lago di Zurigo. Qui egli tenta di concentrare il latticello, il siero del latte, che usciva in quantità come  prodotto di scarto dai caseifici svizzeri e che si utilizzava allora soltanto negli alimenti per il bestiame, in un concentrato.  Con l’aiuto di un collega chimico ottenne dal siero un liquido privo di proteine e grassi, cui aggiunse acqua, zucchero, estratti di erbe e frutta.

Ora la bevanda aveva bisogno di un nome. Barth esaminò i nomi dei villaggi svizzeri.  Trovò “Riva San Vitale”, sul lago di Lugano. Il nome gli piacque, era italiano, un po’ esotico quindi, così da esso creò “Rivella”. Una bevanda che si descrive leggermente acidula, gradevole sulla lingua e dalle proprietà decantate come benefiche per la salute, fortificanti per gli sportivi e stimolanti della lattazione nelle neo mamme. Ogni bambino svizzero succhia Rivella già con il latte materno.

La ricetta attuale prevede una fermentazione del siero di latte, cui vengono aggiunti poi estratti di erbe e frutta. Il liquido viene quindi concentrato. Ne esistono oggi quattro versioni, che, in base al colore dell’etichetta, sono : “Rivella Rossa”, la capostipite, con zucchero, “Rivella blu” con fruttosio, che, ideata nel 1959, fu la prima “bibita light” d’Europa, “Rivella verde” con estratti di the verde, Rivella gialla, la nuova, lanciata nel 2008, a base di latticello di soia, quindi “vegana”. Rivella  si beve fredda, dopo lo sport, durante i concerti, al bar, in piscina.

L’azienda che la produce incassa oggi circa 140 milioni di franchi l’anno, perché gli Svizzeri bevono quasi cento milioni di litri di Rivella ogni anno, almeno 10 -12 litri per persona. E viene bevuta – con minime eccezioni – soltanto qui. Ogni tentativo di vendita all’estero è fallito. La si trova in tutti i supermercati svizzeri, in tutti i bar svizzeri, in tutti gli hotel svizzeri  e come sponsor di eventi sportivi e culturali. Se venite in Svizzera Rivella è un must. Non perdetela!

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