Il “Fundraising” ovvero…la ricerca dei finanziamenti

Definizione di Fundraising

Si intende con «fund raising» l’attività deputata a procurare finanziamenti ad una organizzazione senza che essa debba offrire controprestazioni.

Il che significa anche che:

  • lo sponsoring non è «fund raising», lo tratteremo in un articolo dedicato.

Fanno parte del fund raising le attività di ricerca fondi tramite

Fundraising «dall’alto» = donazioni da «enti superiori»

  • Partecipazione a bandi europei, nazionali, regionali, o di particolari organizzazioni pubbliche
  • Partecipazione a bandi di organizzazioni private, quali fondazioni bancarie o fondazioni private

Fundraising «dal basso» = donazioni «dalla folla», dalle persone

  • Crowdfunding
  • Contatti diretti e marketing mirato al pubblico
  • Tasse di adesione all’organizzazione e offerte da parte dei membri della stessa

Sponsoring =

Dal punto di vista dell’organizzazione/ente pubblico

  • Attività di ricerca fondi che prevede l’offerta di una contropartita

Dal punto di vista dello sponsor (azienda, istituto bancario, o privato)

  • Donazione concessa in cambio di visibilità o altri vantaggi

Cosa si intende

Fundraising «dall’alto»

Il “Fundraiser” deve conoscere le regole dei finanziamenti europei, nazionali, regionali e di fondazioni private. Il suo lavoro consiste nel valutare i bandi e le necessità del committente, nel “trovare l’idea” grazie alla quale le due cose coincideranno e nel formulare il progetto corrispondente.

  • Chi emana il bando stabilisce le regole, definisce cioè in base a quali criteri dovranno essere elaborati i progetti partecipanti e con quali criteri essi verranno valutati.
  • L’organizzazione partecipante (ente pubblico, azienda, associazione…) deve offrire al donatore un progetto che risponda agli obiettivi che EGLI si è posto, non a quelli dell’organizzazione stessa.
  • Il fundraiser deve saper operare in base alle norme vigenti, saper scrivere bene, mettendo in risalto le coincidenze fra progetto presentato e richieste del bando. Opera in collaborazione con il committente ma non ha rapporti con il “grande pubblico”.

Si parla di finanziamenti che variano da diverse decine di migliaia a milioni di euro. Il Fund raiser può essere un consulente esterno o un dipendente dell’ente committente.

Fundraising “dal basso”

Il “Fundraiser” deve saper operare in modo emozionale, deve saper rivolgersi al «grande pubblico»

  • Relativamente alle campagne di acquisizione di membri e proposte ai membri e a «liste» che possono venir acquisite da «venditori» specializzati, si tratta solitamente di un membro dell’organizzazione richiedente anche se le organizzazioni maggiori (per es. WWF) spesso ricorrono a call center e simili.
  • Relativamente al «crowdfunding» vengono richieste capacità maggiori, in particolare la stesura di «progetti brevi» ma di forte impatto, foto, filmati, e l’elaborazione di «rewards», omaggi fisici o virtuali da distribuire in base all’importo donato e tali da far «sentire» il donatore «parte del progetto». Serve inoltre una buona conoscenza delle piattaforme di crowdfunding, per scegliere la più idonea al progetto e, spesso, l’inglese, perchè la traduzione permette l’accesso a più donatori.
  • L’ attività è completamente diversa rispetto al «fundraising dall’alto» La persona che se ne occupa deve avere empatia, simpatia, deve «piacere alle persone». Mettere in risalto «il cuore» anziché «la ragione» come nel caso precedente.

La persona che se ne occupa è solitamente un dipendente dell’organizzazione, anche se campagne di crowdfunding ben fatte e miranti a recuperare centinaia di migliaia di euro – come oggi accade in America   – necessitano di specialisti.

Il procacciatore ed il “procacciamento di fondi”

Si tratta della persona che si occupa di reperire «sponsor» cioè finanziatori che si aspettano un «ritorno» dal loro investimento. Le capacità richieste sono diverse rispetto alle due figure precedenti.

Occorre essere «un buon venditore» quindi saper proporre il proprio progetto motivando  i possibili donatori, individuandone le necessità di immagine del donatore e predisporre all’interno del proprio «piano di gestione del progetto» proposte di valorizzazione in grado di soddisfarle.

La persona che se ne occupa deve sapersi presentare, saper condurre una trattativa, essere in grado di sopportare ripetuti dinieghi senza soffrirne e scoraggiarsi, disporre di idee che gli permettano di affrontare le eventuali contestazioni.

Può trattarsi di personale interno o di volontari – per piccole associazioni  e somme minime- , ma solitamente si ricorre a «procacciatori» professionisti. I finanziamenti reperiti possono variare da qualche centinaio di euro a diverse decine di migliaia a seconda della proposta. Il «procacciatore» esterno viene compensato con una cifra variabile fra il 10 ed il 20% del finanziamento reperito.

In conclusione

OGGI, OGNI 5 PROGETTI PRESENTATI UNO SOLO VIENE, IN MEDIA, FINANZIATO

IL «FAI DA TE» NON PAGA. QUINDI SE DESIDERATE AUMENTARE LE VOSTRE POSSIBILITA’

  • FORMATE DIPENDENTI AD HOC O  AFFIDATEVI AD UN CONSULENTE SPECIALIZZATO

IL «FUNDRAISING» È UN LAVORO SERIO, NON CI SI IMPROVVISA «FUND RAISER». Esistono corsi e master appositi. Pensateci, il “Fundraising è un “mestiere del futuro” anche per i nostri ragazzi.

 

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